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Le specie protette a
livello comunitario
Al fine di informare il birdwatcher
della presenza nelle Gole del Melfa di specie minacciate o in
pericolo di estinzione, nelle schede seguenti vengono illustrate
le caratteristiche principali delle specie protette a livello
comunitario e già avvistate nelle Gole del Melfa, che hanno
bisogno di essere tutelate e che, pertanto, necessitano di un
monitoraggio continuo ed affidabile. Le fotografie sono state
tratte dai siti:
www.ittiofauna.org e
www.istitutoveneto.it. E' possibile
ascoltare i canti di tutte le specie trattate in questa sezione
cliccando sull'icona
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 AQUILA
REALE: Aquila crysaetos
Si distingue per le grandi
dimensioni (lunghezza 75-83 cm, apertura alare 190-240 cm), il
volo volteggiante e scivolante con rari battiti d’ala, le
primarie molto divaricate e volte all’insù e la coda piuttosto
quadrata. Il piumaggio degli adulti è uniformemente scuro con
una tinta giallo oro sulla testa e la nuca. Quando vola tiene
le ali bene in avanti e a “V” aperto.
La femmina, come in quasi tutti i rapaci, è più grande
del maschio. L’Aquila reale è una formidabile veleggiatrice e
grazie all’apertura alare riesce a compiere imprevedibili
evoluzioni, disegnando il cielo con precise spirali verso
l’alto; tuttavia, nei suoi spostamenti ha bisogno di sfruttare
le calde correnti ascensionali. Per tale motivo è più facile
osservarla durante le prime ore del pomeriggio e soprattutto
nelle giornate più serene, quando il sole riscalda l’aria.
Raramente emette dei suoni volando; capita talvolta, durante
la fase degli amori tra febbraio e marzo, di sentire il suo
grido lamentoso e prolungato. Vive, generalmente, in zone
aperte dove la caccia è più agevole. Nidifica, invece, al di
sotto dei territori di caccia e prevalentemente su rocce: il
trasporto della preda, soprattutto se pesante, è così
facilitato. Nei pressi del nido o dei posatoi si possono
trovare borre di grosse dimensioni (8 - 10 cm di lunghezza).
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 BIANCONE:
Circaetus gallicus
Questo rapace è caratterizzato
da una testa molto grande con occhi giallo carico (piuttosto
simile a quella di un gufo). Le parti superiori sono grigio
brune, con remiganti primarie nerastre. Le parti inferiori
sono quasi uniformemente bianche, con poche macchie sparse,
contrastanti con le parti superiori del petto e la gola scure.
La coda ha 3-4 barre scure indistinte ed è piuttosto lunga
Vola maestoso volteggiando ad ali pari e fa frequentemente lo
spirito santo. L’arrivo al nido è preannunciato da richiami
flautati e melodiosi. Simili grida emesse anche durante le
parate nuziali. Il maschio e la femmina sono simili. Lunghezza
62-67 cm (coda 25-30 cm); apertura alare 185-195 cm. Gli
habitat preferiti sono pascoli, praterie, incolti con
vegetazione rada di tipo steppico, boschi sparsi lungo pendii
scoscesi; generalmente a quote basse o non troppo elevate
(sotto i 1200 m).
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 FALCO PELLEGRINO: Falco
peregrinus
Riconoscibile per le ali lunghe
ed appuntite, la coda lunga e leggermente affinata in punta ed
il volo rapido tipo piccione, ma con battiti meno profondi
interrotti da lunghe planate. Ha le dimensioni di una
cornacchia (lunghezza 36-48 cm (coda 10-13 cm); apertura alare
95-110 cm) e quando è posato è riconoscibile per un evidente
mustacchio nero arrotondato. Il maschio ha vertice nerastro e
le parti superiori grigio scure, in contrasto con le parti
inferiori bianco fulvoccio fittamente barrate di nero. La
femmina è considerevolmente più grande e scura. Vive in
ambienti aperti con emergenze rocciose, anche falesie. Fino ai
1500 m. Piuttosto chiassoso, emette richiami acuti, schiocchi
e pigolii prolungati.
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 NIBBIO
BRUNO: Milvus migrans
E’ facilmente riconoscibile per
la coda lunga e profondamente forcuta di color castano (coda
di rondine), le ali sono strette e fortemente angolate, con
grandi macchie biancastre sul lato inferiore delle nere
remiganti primarie; le parti superiori sono bruno/rosso con
margini delle piume pallidi, le parti inferiori sono rossicce
e striate di scuro; la testa è striata e biancastra. La
lunghezza del corpo è 55-60 cm. (coda 20-23 cm.) mentre
l’apertura alare va dai 145 ai 150 cm. Preferisce generalmente
le pianure e le colline con zone aperte alternate a boschi,
nei dintorni di fiumi, laghi e paludi; a volte è legato alla
presenza di rifiuti e discariche incontrollate. In volteggio
mostra ali flesse ed arcuate; la coda, leggermente forcuta, è
manovrata da un lato all’altro. Nel volo attivo ha battiti
lenti ed elastici, interrotti da scivolate. La testa è spesso
rivolta verso il basso. Il verso più caratteristico è una
sorta di nitrito tremolante emesso soprattutto in periodo
riproduttivo.
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FALCO
PECCHIAIOLO: Pernis apivorus
La sua lunghezza è mediamente
compresa fra 52 e 60 cm (coda 21-26) e l’apertura alare fra
135 e 150 cm. La coda ha una banda terminale scura e due bande
più strette verso la base; le segnature sulle parti inferiori
e sotto le ali (marginate di scuro) sono più marcate Il
piumaggio è molto variabile. Le parti superiori sono bruno
scuro, la testa è grigiastra; le parti inferiori sono
nettamente macchiate di bruno scuro, talvolta completamente
brune. Maschio e femmina generalmente distinguibili. Femmina
fino al 5% più grande del maschio. In volteggio, mostra le ali
piatte e perpendicolari al corpo, con la mano spinta in
avanti. Nel volo attivo compie battiti profondi. Non fa lo
“Spirito Santo”. Il richiamo più frequente è una specie di
miagolio, emesso soprattutto in volo. Nidifica su alberi e
predilige gli ambienti boscosi d’ogni tipo intercalati da
spazi aperti sia in pianura che in montagna.
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 CORVO
IMPERIALE: Corvus corax
La lunghezza totale di questo
uccello è di 55-60 cm, l’apertura alare è di 120-130 cm. E’ il
più grosso corvide europeo. Le grandi dimensioni, il massiccio
becco nero, le piume arruffate della gola, la coda cuneiforme
e la caratteristica voce, lo fanno facilmente distinguere
dagli altre corvidi più piccoli. Il piumaggio è nero
iridescente, il volo potente e diritto e spesso volteggia e
durante il volo nuziale compie numerose acrobazie. Dimora e
nidifica in montagna e sugli scogli, localmente anche sugli
alberi. La sua voce è un ripetuto prrak, anche un metallico
tok e molte altre note gracchianti.
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 AVERLA
PICCOLA: Lanius
collurio
Il maschio si riconosce per il
dorso castano, groppone e vertice grigio blu pallido,
“mascherina nera attraverso la faccia sino alle copritrici
auricolari. Le pari inferiori sono bianco rosate. Ha coda
nera, bianca ai lati. La femmina generalmente manca dei segni
neri sulla faccia ed è bruno rossiccia, opaca di sopra,
fulvoccia di sotto, barrata con macchie brune a mezzaluna.
Caratteristica particolare è il becco adunco come quello dei
rapaci. L’Averla piccola plana e fa lo “Spirito Santo” quando
caccia tra le siepi, generalmente il volo è rettilineo. Una
caratteristica peculiare è che infilza i piccoli uccelli e gli
insetti sulle spine. Il canto è calmo e musicale e spesso è un
prolungato gorgheggio. Nidifica tra i cespugli, piccoli alberi
e ciuffi di sambuco e pertanto predilige zone cespugliose,
siepi ecc. Le dimensioni medie sono: lunghezza 18 cm, apertura
alare 29 cm.
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 TOTTAVILLA:
Lullula arborea
E’ un uccellino di 15 cm di
lunghezza. Ha coda molto corta, sopracciglio bianco molto
evidente, che si congiunge a quello del lato opposto sulla
nuca. Ha una caratteristica macchia nera alla piega dell’ala.
Volteggia in ampie spirali nel volo nuziale, alla fine
tuffandosi fino ad ali chiuse sino quasi a raggiungere il
terreno. E’ un uccello agile e rapido nei movimenti, corre
veloce sul terreno ed il suo nome(lodola arborea) deriva dal
fatto che non si posa solamente sul terreno, come le specie
affini, ma anche sugli alberi. Il suo canto è molto melodioso
e consiste in corte frasi intercalate da un trillo liquido.
Vive preferibilmente ai margini dei boschi ed ai fianchi delle
colline. Sverna nei campi coltivati e nidifica sul terreno.
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