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IL TERRITORIO

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Il punto di vista europeo

 

Il Trattato di Maastricht annovera lo sviluppo sostenibile  tra gli obiettivi dell’Unione Europea ed una serie di eventi comunitari ne sanciscono ruolo e caratteri.
Nelle conclusioni del Consiglio Europeo di Cardiff del 1998 veniva presentata la strategia per integrare la protezione dell’ambiente nelle politiche comunitarie: nel Documento Introduttorio del Consiglio Europeo di Vienna, sempre nello stesso anno, e nelle Conclusioni del Consiglio Europeo di Helsinki nel 1999, veniva riconosciuta la necessità di attuazione di questa strategia. Sulla base dell’esperienza maturata con il V° Piano Europeo di Azione Ambientale “Per uno sviluppo durevole e sostenibile”, parallelo alla Conferenza di Rio ed al varo di Agenda 21, vennero definite le linee direttive sulla tutela ambientale e sulla sostenibilità dello sviluppo.
Nel 2000 i Vertici del Consiglio Europeo, tenutisi a Lisbona e Nizza, gettavano le basi per una strategia socioeconomica globale e, con il Consiglio Europeo di Stoccolma nel 2001, si ribadiva l’ assoluta parità delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile (Ambiente, Economia, Società). E' comunque con il Consiglio Europeo di Goteborg che, nel 2001, prende avvio la Strategia europea per lo sviluppo sostenibile, secondo la quale gli effetti economici, sociali ed ambientali di tutte le politiche debbano costituire parte integrante del processo decisionale. Questi principi sono confermati e ribaditi nel vertice del Consiglio Europeo di Barcellona nel 2002, ove viene affermata l’importanza del VI° Piano d’Azione Ambientale europeo in materia di ambiente, in quanto strumento essenziale per lo sviluppo sostenibile nella prospettiva di Johannesburg.
Il VI° Piano d’Azione Ambientale europeo 2002/2010 “Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta” (2001) definisce la politica ambientale comunitaria fino al 2010, legandola a 4 campi di azioni prioritarie (cambiamenti climatici; natura e biodiversità; ambiente, salute, qualità della vita; uso sostenibile delle risorse) e sostenendo la promozione di Agenda 21 locale, l’intervento sul sistema dei trasporti, l’adozione degli indicatori ambientali urbani.
Uno degli elementi emergenti è che la dimensione urbana assume, dopo Johannesburg, un rilievo ancora maggiore ed è parte integrante della strategia di sostenibilità dell’Unione e degli obiettivi fissati nei vertici di Lisbona, Goteborg e Barcellona sopracitati.
Laddove Johannesburg sancisce la necessità di passare dall’Agenda all’Azione, ovvero dalla individuazione di problemi, metodi e strategie alla effettiva realizzazione di interventi sul campo non solo in termini ambientali in senso stretto ma in termini più complessi di concertazione, partecipazione, condivisione: appare evidente come la sperimentazione di Agenda 21 è reale occasione per lanciare programmi di rinnovo e riqualificazione urbana e territoriale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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