L'Agenda 21 Locale di Arpino

Lo Sviluppo Sostenibile nelle Gole del Melfa

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IL TERRITORIO

Il territorio dei comuni di Arpino, Casalattico, Casalvieri, Colle San Magno, Roccasecca e Santopadre coinvolti nel progetto “l’Agenda 21 Locale di Arpino e il turismo sostenibile nelle Gole del Melfa” si estende su una superficie di circa 250 Km2 ospitando una popolazione di circa 21.000 abitanti.

Posizionata nel cuore della Ciociaria, al confine con importanti siti turistici quali il Parco Nazionale d’Abruzzo, la Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno le Abbazie di Montecassino e Casamari, il Parco Naturale Regionale di Monti Aurunci e quest’area vanta un passato millenario, caratterizzato dalla presenza di reperti archeologici ed architettonici appartenenti a diversi periodi della storia e risalenti sin agli albori dell’Impero Romano.

Unitamente a questo prezioso patrimonio, annovera tra i suoi figli i nomi di illustri personalità, distintesi nella creatività, nel temperamento e nella cristianità.

Una caratteristica essenziale di questo territorio, poi, è la ricchezza delle tradizioni, tramandate fedelmente attraverso il susseguirsi delle generazioni e vive nei costumi, negli usi e nella generosità degli abitanti. Molto famosi ed apprezzati sono i prodotti tipici legati alla tradizione culinaria ed all’artigianato. Altrettanto significative sono le celebrazioni religiose che generalmente commemorano eventi del passato e le manifestazioni laiche che rievocano le abitudini del tempo che fu.

In questo contesto dimora la sincera ospitalità e la capacità organizzativa di una comunità operante e creativa, volta al passato ma con l’attenzione alle opportunità ed alle esigenze che la modernità impone.

All’interno di questo territorio è inclusa un’area di particolare pregio ambientale che rappresenta il cuore del percorso di Agenda 21 Locale ed è elemento naturalistico fondamentale per la promozione del turismo sostenibile dell’intero comprensorio.

L’area di cui parliamo è denominata “Gole del fiume Melfa” e per gli abitanti del posto viene comunemente chiamata il “tracciolino”.  Le Gole del Melfa sono percorse lungo tutta la loro lunghezza dall’omonimo fiume che, scorrendo all’interno di dirupate pendici, disegna un percorso sinuoso e tortuoso, impreziosito da cascate, antri e raccolte d’acqua di particolare pregio ambientale e paesaggistico. Laddove il fiume è meno impetuoso, vive una fragile comunità acquatica tipica di acque limpide e pure e costituita prevalentemente da pesci ed invertebrati.

La vegetazione, prevalentemente rupestre e caratterizzata da un grado di antropizzazione pressoché nullo, è di particolare pregio ed è rappresentata prevalentemente da formazioni forestali a Quercus ilex (leccio) ed a specie ad areale illirico come, tra le arboree, Carpinus orientalis (carpinella), Ostrya carpinifolia (carpino nero), Fraxinus ornus (orniello).

Questi ambienti ancora selvaggi e spesso incontaminati, ospitano una fauna molto diversificata, caratterizzata non solo da importanti comunità di uccelli stanziali e migratori, ma anche da particolari specie di mammiferi, anfibi e rettili.

All’interno delle Gole, inoltre, possono essere rinvenuti preziosi manufatti antichi a testimonianza delle attività agroforestali praticate nei tempi passati ed arricchite da dirute costruzioni sacre, raggiungibili solo attraverso sentieri tortuosi e scoscesi.

A testimonianza della sua importanza ambientale le Gole del Melfa sono state riconosciute dall’Unione Europea come Sito d’Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale.  Tale riconoscimento conferito dalla U.E. alle Gole del Melfa, pone tutti gli attori locali del territorio di fronte alla responsabilità di una gestione consapevole e partecipata, seguendo i principi dello sviluppo sostenibile, di questo patrimonio ambientale, storico e culturale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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